Storia incisa: le medaglie delle Acli

Le medaglie hanno rappresentato nella storia delle Acli delle origini un forte elemento identitario prima ancora, come lo chiameremmo oggi, di un gadget.

Sin dalla fondazione i momenti salienti della vita dell’associazione sono stati scanditi da medaglie commemorative o celebrative realizzate da prestigiosi incisori e dal potente significato simbolico.

Dell’incisore pontificio Aurelio Mistruzzi è la medaglia in bronzo realizzata da Gioventù Aclista in occasione del II congresso nazionale, svoltosi a Roma l’8 e il 9 dicembre del 1950, che approva il primo regolamento dell’organizzazione giovanile delle Acli.

Si tratta della prima coniazione delle Acli di cui si ha traccia.

Sotto lo slogan “Forze nuove per un mondo nuovo” si muove un lavoratore sospeso tra i campi e la fabbrica.

La medaglia venne distribuita in una inedita formula di portachiavi, corredata da un elegante cinturino in cuoio.

La medaglia commemorativa del sessantesimo della Rerum Novarum, del 1951, opera ancora di Aurelio Mistruzzi, rappresenta la Sacra Famiglia al lavoro nella bottega da falegname.

La medaglia è rarissima e non ne esistono foto se non quella pubblicata ai tempi da “Azione Sociale”.

Sempre del 1951 è la medaglietta realizzata dalla sezione Ferrovieri delle Acli per celebrare il pellegrinaggio a Lourdes dal 31 agosto al 5 settembre.

Purtroppo non firmata, la medaglia raffigura la Madonna tra gli angeli.

Il pellegrinaggio, che non è il primo della categoria di lavoratori aclisti, viene però ricordato per l’imponente partecipazione di ben 1.000 ferrovieri.

Il treno partì da Genova. A bordo c’era anche il vicepresidente centrale Dino Penazzato mentre la direzione spirituale fu affidata al vescovo di Savona mons. Giovanni Battista Parodi.

Molto famosa è invece la prestigiosa medaglia ufficiale commemorativa del XVIII anno di papato di Pio XII, dedicata all’omaggio dei lavoratori cristiani al pontefice del 1 maggio 1955.

Su un lato è infatti raffigurato il dono della “campana dei 10 anni” delle Acli di Campobasso.

Realizzata dalla numismatica Vaticana in meno di 2.000 esemplari sia nella versione in argento che quella in bronzo, l’importante medaglia di 44 mm fu incisa ancora una volta da Aurelio Mistruzzi, che firmò le emissioni di Pio XI e parte di quelle di Pio XII.

Accanto alla coniazione papale, anche le Acli vollero ricordare lo storico avvenimento del 1 maggio 1955.

Lo fecero con una medaglia in bronzo, oggi rara, dedicata al “Battesimo della festa del lavoro”.


Realizzata da Emilio Pagani (EMP: Emilio Pagani Milano) la medaglia ritrae intense scene di lavoro nelle diverse attività industriali, artigianali e della terra.

Non precisamente databile ma sicuramente degli anni ’50 è la medaglietta in bronzo della “Madonna del Lavoro” realizzata ancora da Emilio Pagani.

Anche in questo caso l’immagine sacra di una bella Madonna con il Bambino si staglia su uno scenario industriale in grande movimento con fumi, gru, carrelli su rotaia tipici dell’attività mineraria, battelli.

E’ di nuovo Pagani a firmare la medaglia di Gioventù Aclista di fine anni ‘50.

Due giovani, in piedi sul mondo, sostengono una città decisamente industriale in cui i fumi delle fabbriche sembrano l’elemento caratterizzante.

Lo slogan “Da noi, per noi, tra noi” è decisamente ermetico.

Ormai molto rara è la medaglia per i venti anni delle Acli, del 1965, con un Cristo nimbato ed operai al lavoro in un cantiere.

Realizzata in bronzo, bronzo argentato e argento 800, la medaglia, sempre di 44 mm, ha una doppia firma. La scena principale del Cristo è realizzata dallo scultore e incisore Enrico Manfrini, di fatto il successore di Mistruzzi per le opere vaticane.

Manfrini infatti sarà l’autore delle medaglie commemorative e delle monete che hanno segnato le tappe più significative dei pontificati da Pio XII a Giovanni Paolo II. L’incisore sarà scelto anche dalle Acli per la realizzazione di alcuni lavori.

Il retro della medaglia del ventennale con lo stemma papale riporta invece un’altra firma, quella di Emilio Senesi, che la coniò. Nato sul finire dell’Ottocento a Milano, specializzatosi come incisore, nel 1919 diede vita ad un primo laboratorio per l’esecuzione di medaglie che poi divenne un vero stabilimento a servizio anche del pontificato di Paolo VI e Giovanni Paolo II.

La colomba e la scritta “In dialogo per la pace” caratterizzano invece la medaglia in bronzo realizzata nel 1983 dall’incisore romano Sergio Giandomenico, esperto della Zecca di Stato, autore di modelli sia per monete della Repubblica Italiana sia per le medaglie annuali del Pontificato di Giovanni Paolo II e per l’Anno Giubilare 2000.

La medaglia, 44 mm di diametro, ricorda l’appello “In dialogo per la pace”, formulato dalle Acli a Ginevra il 28 maggio 1983 al termine della famosa marcia partita da Palermo.

Una semplice medaglia a portachiavi fu invece realizzata proprio in occasione della marcia della pace “Palermo – Ginevra” del maggio 1983.

Si tratta di un ciondolo con gli elementi essenziali: il simbolo delle Acli e la scritta sul retro.

Ultime medaglie ufficiali prodotte sembrano proprio essere quelle del cinquantesimo delle Acli, nel 1995, in bronzo ed in argento, di 35 mm, piuttosto lineari, non firmate.

Su un lato il simbolo delle Acli con lo slogan che caratterizzò la celebrazione (“50 anni in buona fede” creato, insieme ad una spiazzante serie di manifesti, dal noto pubblicitario Gavino Sanna). Sull’altro una elaborazione del vecchio simbolo delle Acli.

Fu prodotta anche una versione per i 50 anni del Patronato Acli.

La prima Giornata del Patronato Acli si tenne il 10 febbraio 1946 e già per la seconda, tenutasi domenica 9 febbraio 1947, venne prodotto, sia a livello nazionale che locale, molto materiale di propaganda che accompagnasse e sostenesse la raccolta fondi per il neonato Patronato.

Aggiungiamo alla raccolta, benchè non sia una medaglia, questa rarissima e preziosa spilla da donna realizzata proprio in occasione della seconda Giornata del Patronato Acli.