Patronato Acli: l’incredibile crescita dei primi anni di vita

Il Patronato Acli, nato praticamente insieme all’associazione, nei primi anni di vita registra una diffusione ed una crescita davvero incredibili.

Quando l’8 novembre 1944 la commissione centrale provvisoria delle Acli si insedia in via dell’Aracoeli n. 3 a Roma (lasciando la sede provvisoria in via Nazionale 89/a) le stanze passano da una a quattro: una è riservata subito al Patronato.

Il Patronato Acli viene costituito per opera di Giulio Pastore, primo segretario dell’associazione, “quale organo delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, per i servizi sociali dei lavoratori”

Già il 7 marzo del 1945 il Ministero del Lavoro abilita l’ente all’esercizio dell’assistenza anche se il riconoscimento giuridico (ed il finanziamento) arriverà solo nel dicembre del 1947, dopo l’approvazione del decreto legislativo del 29 luglio 1947, senza più i socialcomunisti al Governo.

Primo Presidente è proprio Giulio Pastore, grazie ad una deroga alla norma (appena approvata) che prevedeva che fosse il Presidente delle Acli a ricoprire il ruolo. La richiesta di applicare la deroga arriva dallo stesso Ferdinando Storchi, che riconosce in Pastore la vera anima del nuovo servizio.

La prima sede provinciale che apre è quella di Bari, seguita da Roma. Ma la crescita del Patronato Acli è inarrestabile: già nel maggio 1946 il Patronato ha 61 sezioni provinciali e 2806 segretariati del popolo nei Comuni e nelle parrocchie. Nel dicembre 1946 i segretariati saranno 3468 e nel dicembre del 1947 arriveranno a 4247.

Il Patronato porterà la sua azione anche oltreconfine, seguendo i percorsi dell’emigrazione. Alla fine del 1947 sono operanti 18 segretari locali e un centinaio di corrispondenti sparsi in Francia, Belgio, Svizzera, Inghilterra, Argentina, Africa. “Confesso – scrive Storchi al rientro da un primo viaggio all’estero – che non credevo che le nostre Acli fossero così conosciute nel Belgio”.

Oltre ai primi scarsi finanziamenti pubblici, il Patronato Acli si sostiene con i contributi della Segreteria di Stato Vaticana attraverso il canale delle “opere di religione”.

L’attenzione della Chiesa per l’attività dell’ente per i servizi sociali dei lavoratori è così alta che il Papa Pio XII presta la sua immagine ed il suo augurio alla diffusione della “Giornata dell’assistenza sociale”, promossa per far conoscere l’ente e raccogliere contributi atti ad assicurarne il funzionamento e lo sviluppo. L’impegno del pontefice per la Giornata proseguirà anche con Papa Giovanni e con Paolo VI.

Il 7 gennaio 1950 lo stesso Santo Padre concede un’udienza specifica ai direttori delle sedi del Patronato Acli in Italia e all’estero e L’Osservatore Romano ne dà notizia.

La grande attenzione alla qualificazione dei dirigenti tecnici e degli operatori porta il Patronato ad editare già dal 1945 la rivista mensile “Sicurezza sociale” che, oltre ad articoli di esame ed approfondimento su singoli aspetti, presenta un’ampia rassegna della legislazione e della giurisprudenza in tema di previdenza ed assistenza.

Il tema della riforma della previdenza sociale, di grande rilevanza in quegli anni, è oggetto del I convegno nazionale del Patronato Acli svoltosi a Roma nel giugno del 1947: i principi definiti in quella occasione vengono accolti in pieno dalla apposita Commissione ministeriale.

(materiali collezione privata Lnp)