Indietro di cinque anni: l’esame dei redditi del Caf Acli Venezia

In dodici mesi i veneziani hanno fatto un salto indietro nei redditi di oltre cinque anni: è quanto emerge dall’analisi statistica dei 730 elaborati dal Caf Acli Venezia nel corso della campagna fiscale 2021.

L’analisi, grazie all’elevato tasso di fidelizzazione degli utenti delle tredici sedi del centro di assistenza fiscale delle Acli, permette un significativo confronto con i numeri degli anni scorsi. “L’87% degli utenti dell’ultima campagna fiscale – sottolinea Cristian Rosteghin, direttore del Caf Acli Venezia – aveva presentato il 730 tramite i nostri uffici anche nel 2020. Parliamo di oltre 18 mila contribuenti”.

Il dato principale è il reddito medio dichiarato nel 2021, riferito all’anno 2020: 20.916 euro, 470 in meno rispetto ai 21.386 dello scorso anno, quando i redditi erano ancora riferiti al periodo pre Covid. Rispetto al 2020 c’è un calo del 2,2%, che vanifica il lento aumento dell’1,5% registrato complessivamente tra il 2016 e il 2020.

Venezia, con la crisi del turismo e del suo indotto, registra un calo ben più marcato rispetto alla media provinciale. I redditi dichiarati dai contribuenti residenti nel comune calano da 22.590 a 21.888 euro: 702 euro in meno.

Quasi scontato, vista la situazione generale, il dato generazionale: se i redditi da pensione sono calati in media di appena 28 euro, per quelli da lavoro dipendente la riduzione arriva a 818 euro, con una punta di 999 euro tra i lavoratori uomini. Dato che trova conferma nell’analisi per fasce d’età: in età lavorativa tra i 35 e i 64 anni, il calo medio è di circa 800 euro, con una punta di 869 euro tra i 55 e 64 anni. Sopra i 65 anni invece la diminuzione è oltre cinque volte più bassa, 153 euro.

Altra nota dolente le disuguaglianze sistemiche tra le diverse categorie sociali. Si riduce di circa 400 euro la forbice tra uomini e donne (che rimane comunque attorno agli 11 mila euro), aumenta per lo stesso ammontare quella tra contribuenti nati in Italia e contribuenti nati all’estero (21.379 euro contro 15.733): in quest’ultimo caso si è tornati indietro esattamente di cinque anni.

“Si rinforzano – commenta il presidente provinciale delle Acli di Venezia Paolo Grigolato – tutte le fratture che, a livello reddituale e non solo, dividono internamente le nostre comunità. Fratture aggravate dal quadro generale, in cui tutte le categorie, nessuna esclusa, vedono ridotte le proprie opportunità economiche. Una situazione che finisce per potenziare il senso di smarrimento e paura che abita tutti noi dall’inizio dell’emergenza”.