Nuove Acli del Molise: Scialò eletto presidente regionale

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Il consiglio regionale delle Acli del Molise ha eletto oggi Enzo Scialò nuovo presidente regionale dell’associazione.

Scialò diventa così il primo presidente della nuova struttura regionale che vede riunite Isernia e Campobasso senza più la presenza dei livelli provinciali, così come deciso nel percorso di questi ultimi mesi e sancito dal XIV congresso regionale del 30 luglio scorso.

Accanto al nuovo presidente il consiglio regionale ha eletto Elisabetta Tartarino vicepresidente con delega alle politiche sociali e del lavoro, alla legalità, al Patronato Acli regionale, ai rapporti con i sindacati e le associazioni datoriali.

Completano la presidenza regionale Valentina Sicuro, responsabile dell’amministrazione; Nestore Mogavero, coordinatore delle associazioni specifiche, delega all’agricoltura sociale, alle politiche ambientali ed alla progettazione sociale; Nadia Falasca, responsabile della formazione, del servizio civile e del terzo settore; Pia Amodei, responsabile della funzione sviluppo associativo e del tesseramento; Rita D’Addona, responsabile del Coordinamento Donne, con delega alla innovazione sociale, alla comunicazione ed all’ufficio stampa.

All’organo di controllo è stato chiamato Luciano Piccirillo, mentre saranno invitati permanenti in presidenza regionale Michele Rillo per l’ufficio legale e Libero Barone, coordinatore tecnico e incarico alla cura del territorio, alla promozione ed allo sviluppo.

Nel ringraziare per la fiducia, Enzo Scialò ha voluto prima di tutto rivolgere un sentito ed affettuoso ringraziamento al presidente uscente Francesco Grande.

Il neo presidente delle Acli regionali del Molise ha poi tracciato le linee dell’impegno che attenderà l’associazione nei prossimi mesi, con un rilancio sui temi sociali e del lavoro, una grande attenzione all’emergenza povertà ed una progettualità innovativa sui temi dello sviluppo territoriale.

Scialò ha anche ricordato che il nuovo livello regionale avrà il compito di essere ancora più vicino alle realtà locali di quanto lo fossero le stesse province, con una primaria attenzione alle zone marginali del Molise ed il dispiego di tutte le potenzialità insite nel piccolo ma ricco territorio.