Ipsia e le Acli di Treviso raccontano la Balkan Route

Ipsia e Acli di Treviso organizzano per giovedì 10 ottobre un incontro per approfondire gli sviluppi dell’emergenza migratoria lungo la cosiddetta Balkan Route.

La “rotta balcanica” è percorsa da centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini richiedenti asilo, provenienti da paesi come Siria, Iraq, Afghanistan e Pakistan, che attraversano il mare tra la Turchia e la Grecia e iniziano a risalire a piedi i Balcani per raggiungere l’Unione Europea.

L’incontro del 10 ottobre, in programma alle ore 20,45 presso la sede provinciale delle Acli di Treviso, vedrà la presenza di Silvia Maraone, cooperante e coordinatrice degli interventi lungo la Balkan Route per Ipsia.

Dal 2017 Ipsia è attiva lungo la Balkan Route, con un’attenzione particolare alle persone più vulnerabili, donne, minori non accompagnati, bloccati nel limbo dei centri di accoglienza.

La Ong delle Acli organizza programmi di sostegno psico-sociale a Bihać (Bosnia Erzegovina) e Bogovadja (Serbia) e si attiva come soggetto di collegamento tra i bisogni dei migranti e istituzioni.

Oltre a coordinare, insieme a Caritas, l’arrivo dall’Italia di volontari per promuovere attività di animazione tradizionale e sportiva, Ipsia ha aperto due spazi di socializzazione e aggregazione per i richiedenti asilo all’interno dei campi: “Social Cafè” dove distribuire caffè e tè, ma soprattutto riconoscere gli individui come persone.