Il simbolo delle Acli: fu disegnato da Mezzana?

La storia delle Acli ha una lacuna che riguarda il primo simbolo dell’associazione, quello del 1944, su cui “le carte” non dicono praticamente nulla.

Molta curiosità ha suscitato però questa medaglia, coniata nel 1931 per il quarantesimo anniversario dell’enciclica “Rerum Novarum”.

La medaglia presenta, seppur in diversa disposizione, molti degli elementi presenti nel primo simbolo ufficiale riprodotto nella tessera e nei primi materiali diffusi nel 1945.

Troviamo la croce, la vanga, il libro (qui caratterizzato in forma di enciclica), l’incudine.

L’incisore di questa medaglia è Corrado Mezzana, noto soprattutto per essere l’autore di una serie filatelica tra le più belle e significative che si ricordi: “Italia al lavoro”, emessa dalle Poste Italiane nel 1950.

Nato a Roma il 7 giugno 1890, Mezzana è un artista poliedrico e già dal 1914, dalle pagine della rivista cattolica “Gioventù nuova”, entra nel vivo delle questioni di filologia storico-artistica.

Nel 1925 espone alla terza Biennale romana una raccolta di decorazioni e il bozzetto per la pala d’altare, realizzata – si pensi un po’ la coincidenza – per la cappella del Sacro Cuore nella basilica di S. Maria sopra Minerva, la chiesa nei cui locali nacquero le Acli.

Mezzana non fa però venir mai meno la sua passione filologica: negli anni ’30 tiene interventi presso l’Istituto Beato Angelico di studi di arte sacra di Roma (I temi della pittura sacra) e pubblica le prolusioni nella rivista “Fede e lavoro”.

Dedicatosi ai francobolli ed alle medaglie, dal 1936 al 1952 è l’artefice delle emissioni pontificie, tra cui la bella serie per l’incoronazione di Pio XII.

Nel 1945 inizia una stretta collaborazione con la Pontificia Commissione centrale d’arte sacra.

Sempre nel 1945 è tra i promotori del Centro nazionale dell’artigianato, che lascia nel 1947 per assumere la presidenza dell’Ente nazionale per l’artigianato e le piccole industrie di Roma.

Mezzana muore a Roma il 15 settembre del 1952.

Come si vede già da una ricerca superficiale, l’artista aveva alcune caratteristiche “di area”: credente, appassionato di filologia, molto vicino a Pio XII, estremamente attento ai temi del lavoro. Praticamente… un aclista.

Ecco perché possiamo pensare seriamente che Mezzana, su incarico di Pio XII, per tramite di mons. Montini che si occupava degli affari italiani e aveva dunque i contatti con gli artisti, sia stato l’autore, a cavallo tra il 1944 ed il 1945, del primo simbolo della nuova associazione dei lavoratori cristiani.

E possiamo anche pensare che Mezzana abbia tratto spunto per il suo lavoro da questa incisione del 1931, legata ad una enciclica molto cara agli aclisti.

Basti ricordare che il 19 marzo del 1945 la commissione centrale provvisoria fissa la festa ufficiale delle Acli al 15 maggio, anniversario della Rerum Novarum.

Bisognerà attendere l’apertura dell’archivio segreto vaticano del pontificato di Pio XII per trasformare una mera supposizione in qualcosa di più.