Le Acli della Sardegna riaccendono la luce su Regeni

Le Acli della Sardegna riaccendono i fari dell’opinione pubblica sul caso di Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge rapito al Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato senza vita il successivo 3 febbraio.

Da qualche mese è stato rimosso dal Palazzo Civico di via Roma a Cagliari lo striscione che faceva memoria della tragedia di Regeni e chiedeva verità sulle circostanze della sua uccisione.

Per riportare, anche a Cagliari, un faro e una mobilitazione sulla vicenda, le Acli della Sardegna, in collaborazione con Amnesty International, oggi 15 novembre alle ore 16, riportano in via Roma, dal balcone della sede regionale, lo striscione giallo simbolo di questa campagna per la verità.

“Sulla vicenda di Regeni – spiega il presidente regionale delle Acli della Sardegna Franco Marras – non può e non deve calare l’attenzione. Non ci si può sottrarre al diritto di avere giustizia per la morte di un giovane ricercatore senza alcuna colpa, impegnato solamente a svolgere il proprio lavoro”.

Analoga iniziativa, nei prossimi giorni, sarà intrapresa dalle Acli per riportare l’attenzione sulla vicenda di Silvia Romano, ormai da troppi mesi vittima di un sequestro nel Corno d’Africa e della quale non si hanno avuto più notizie.