Polemiche per la Ong Ibo all’ex scuola Banzi. Le Acli: “Lasciare spazio al dialogo”

“Prima di creare eccessivi allarmismi pensiamo sia quanto mai necessario lasciare spazio alle spiegazioni e al dialogo”: l’appello viene dalla associazioni cattoliche di Ferrara, Acli in testa, e interviene sulle polemiche scoppiate per il progetto di insediamento della Ong Ibo presso le scuole ex Banzi.

“Invitiamo tutti alla responsabilità come cittadini, educatori, operatori, politici, giornalisti, perché  – scrivono le associazioni –  cessino fraintendimenti e strumentalizzazioni e si abbandoni ogni logica di paura ed ostilità, sentimenti che stanno frantumando le nostre comunità”.

“Prevalga – proseguono Acli, Agesci , Azione Cattolica, Ferrara Bene Comune, Masci, Rinascita Cristiana e Pax Christi  –  il dialogo civile, costruttivo, per creare con il contributo di tutti una comunità in cui si viva nella fiducia e nel reciproco sostegno”.

“Come associazioni cattoliche, ma soprattutto come cittadini ferraresi – si legge nella nota congiunta -, esprimiamo sincero dispiacere per le divisioni, lo scontro, la difficoltà ad entrare in un dibattito costruttivo nella comunità di via Boschetto in merito all’insediamento della sede di Ibo Italia e alla promozione delle sue attività”.

“È lecito – prosegue l’appello – per un cittadino chiedere spiegazioni delle attività che si svolgeranno nel proprio quartiere, ma per averle è necessario porsi in un atteggiamento di ascolto. Niente di tutto questo è sembrato essere accaduto il 3 aprile“.

 Ci auguriamo – concludono le associazioni –  che al più presto si lasci spazio ad Ibo per spiegare le proprie progettualità e si apra un dibattito costruttivo. La sua presenza sul territorio non solo non ha ad oggi portato a minacce per la sicurezza della comunità, ma l’ha arricchita col valore delle sue esperienze che parlano di servizio civile, di educazione alla mondialità, di cooperazione internazionale, di impegno sociale, solidarietà, lavoro, rispetto, valori base della società democratica in cui crediamo”.

Per approfondimenti: sito di Ibo Italia