Enaip Piemonte: 4.000 allievi in formazione a distanza

Quattromila allievi coinvolti nella formazione a distanza: Enaip Piemonte ha raggiunto in queste settimane il 90% dei propri studenti, minorenni e maggiorenni, iscritti ai corsi di formazione dei suoi centri.

Un successo ottenuto grazie all’integrazione rapida tra il modello pedagogico di Enaip, che mette al centro l’inclusione di tutti gli allievi, e la didattica digitale, ma soprattutto grazie ad una community di formatori e tutor che ha saputo mettersi in gioco come una grande squadra.

“Nelle ultime quattro settimane – spiega Isabella Del Vecchio, responsabile del Servizio didattica e pedagogia di Enaip Piemonte – abbiamo ripensato e modificato il nostro modo di fare scuola. Abbiamo rivisto contenuti didattici, cambiato modalità di trasmissione degli stessi, inserito piattaforme digitali, lezioni in sincrono, video lezioni, filmati e canali YouTube, ripensato a tempi di somministrazione di attività e compiti e alla valutazione degli apprendimenti a distanza”.

L’inserimento della didattica digitale nelle classi era un processo che Enaip Piemonte aveva già intrapreso da qualche anno. Ciò ha consentito di aggiornare in breve tempo gli operatori e strutturare un modello pedagogico a distanza capace di favorire la partecipazione degli allievi senza discriminazioni.

“Abbiamo rivisto e modificato molto – prosegue Del Vecchio – ma non abbiamo mai, nonostante le oggettive difficoltà, perso di vista i nostri valori, primo fra tutti l’inclusione. Il sostegno costante ai nostri allievi, ai tempi del coronavirus va oltre il tempo e lo spazio e noi lo stiamo sperimentando quotidianamente, affinché la distanza e la tecnologia non diventino disuguaglianza per chi non ha mezzi o strumenti necessari”.

“Questa emergenza – conclude la responsabile del Servizio didattica di Enaip Piemonte – ci sta insegnando che la scuola non è un luogo di obbedienza ed esecuzione ma uno spazio di partecipazione democratica allo studio e alla formazione di un pensiero critico che coinvolge studenti e docenti allo stesso modo e che, se ben sfruttato, renderà tutti migliori, più consapevoli e più liberi“.