Le Acli di Bologna presentano “Social… mente”

Leggi il testo

Le Acli di Bologna organizzano per il prossimo 20 aprile una presentazione del libro “Social… mente” di Lanfranco Norcini Pala.

L’evento, in programma per le ore 18 in diretta sulla pagina Facebook dell’associazione, vedrà, oltre alla presenza dell’autore, anche quella della presidente provinciale delle Acli di Bologna e giornalista Chiara Pazzaglia e del vicepresidente Filippo Diaco.

Il tema della formazione delle idee e dell’opinione pubblica attraverso le logiche algoritmiche dei social media è sempre più al centro dell’attenzione: nel suo libro, edito da San Paolo, Norcini Pala affronta le principali questioni poste dall’utilizzo della rete ed esamina gli effetti che i social media hanno nel condizionamento del dibattito e nella polarizzazione delle opinioni.

L’autore centra inoltre l’attenzione sul rischio che l’utente diventi il centro di riferimento di un intero sistema di realtà, in cui si muovono solo i suoi interessi, le sue idee, le sue preferenze, i suoi valori.

Lungi dal rappresentare strumenti di confronto e di crescita, dunque, i social media finiscono per confinare gli utenti in recinti definiti da una regola confermativa: vere e proprie bolle in cui circola solo ciò che è conforme alla propria visione.

Se da un lato il linguaggio già essenziale dei social media si semplifica ulteriormente fino a ridursi allo slogan, decade in maniera irreversibile il confronto tra idee diverse. Ecco perché, come dice Norcini Pala, “quando l’uomo con il ragionamento incontra l’uomo con lo slogan, quello con il ragionamento è un uomo morto”.

In questo terreno di coltura crescono rapidamente e facilmente le degenerazioni della rete: fenomeni di post-verità, fake news, hate speech e, in generale, i contesti e le attività strutturate di disinformazione, spesso a fini di costruzione del consenso.

L’iniziativa delle Acli di Bologna sarà occasione per approfondire le tre piste che l’autore di “Social… mente” suggerisce per “non cadere nella rete”: approcciare il digitale con un pensiero analogico, disvelare i meccanismi di funzionamento dei social media, recuperare la dimensione del confronto e del dialogo tra gli utenti.