Le Acli del Piemonte presentano il libro sui Cristiano Sociali

Le Acli del Piemonte organizzano, per il prossimo 13 gennaio, la presentazione del libro “Da credenti nella sinistra. Storia dei Cristiano Sociali“.

L’iniziativa è in programma alle ore 18 a Torino presso la Libreria Binari.

Alla presentazione interverranno il presidente di Libera don Luigi Ciotti, il sottosegretario alla Giustizia Andrea De Giorgis ed il vicepresidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia.

Saranno presenti gli autori Carlo Felice Casula, Claudio Sardo e Mimmo Lucà.

A condurre il dibattito sarà Valentino Castellani.

Il libro, con la prefazione di Romano Prodi, ricostruisce la presenza e il ruolo del Movimento dei Cristiano Sociali, attivo dal 1993 al 2017, nella vita politico-istituzionale e culturale-religiosa italiana.

I padri del movimento, Ermanno Gorrieri e Pierre Carniti, con il contributo di personalità come Carlo Alfredo Moro e Pietro Scoppola, intesero offrire uno sbocco politico nuovo a una presenza sociale e civile di credenti prevalentemente impegnati in organizzazioni come la Cisl, le Acli, l’Azione Cattolica, l’Agesci, Confcooperative e nel mondo del volontariato.

Dopo la scelta di campo per i Progressisti, alla vigilia delle elezioni del 1994, contro l’idea di un centro cattolico equidistante tra i due schieramenti, i Cristiano Sociali hanno partecipato da protagonisti all’esperienza dell’Ulivo e hanno contribuito alla costruzione dei Democratici di Sinistra, come formazione politica unitaria e plurale della sinistra italiana.

In Parlamento, nelle amministrazioni locali e nella società hanno svolto un importante ruolo sui temi della pace, del lavoro, delle politiche sociali, della sussidiarietà, dello sviluppo del Terzo settore, della famiglia, dei diritti civili, della libertà religiosa e della laicità.

Hanno dato, infine, un contributo significativo alla fondazione e al consolidamento del Partito Democratico, da loro sempre pensato come casa comune dei riformisti, nella quale fare fruttare ricchezza di culture e di storia, di risorse umane, di competenze e di sensibilità.

Conseguito lo scopo dell’unità dei riformisti, è maturata la decisione di sciogliere il movimento politico organizzato, per proseguire, fino al 2017, come associazione di cultura politica.