Il Circolo Acli “Dossetti” di Bologna sfrattato per il crocifisso

Il Circolo Acli “Giuseppe Dossetti” di Bologna ha ricevuto un avviso di sfratto immediato dal Circolo La Fattoria al Pilastro, di cui le stesse Acli sono cofondatrici.

Il fatto, clamoroso, accade in un’area del quartiere San Donato di proprietà del Comune di Bologna, concesso in comodato gratuito negli anni ’90 ad Acli, Arci e Legambiente proprio per la realizzazione di una iniziativa sociale chiamata La Fattoria.

Le Acli comparivano nello statuto de La Fattoria, sulla carta intestata, negli organi direttivi. I Soci potevano aderire ad entrambe le Associazioni, con parità di diritti e doveri.

Pian piano è cominciata, da parte de La Fattoria, una progressiva estromissione delle Acli, co-fondatrici del Circolo. Fino alla recente comunicazione di rilascio dei locali entro una settimana.

La motivazione dello sfratto sembrano abbastanza peregrine: quello spazio occorre all’associazione Sopra i Pontisegretariato sociale e l’attività aggregativa svolta per anni dal Circolo Acli “Dossetti” dovrebbero dunque soccombere di fronte a tale richiesta.

Ad una prima ipotesi di coabitazione è seguita l’imposizione, più volte ribadita, de La Fattoria: “Se volete usare ancora quell’ufficio (non si sa quando, visto che l’altra Associazione la occupa dal lunedì al sabato, mattina e pomeriggio) dovete per prima cosa togliere il crocifisso e tutti i simboli delle Acli“.

Il Presidente de La Fattoria Simone Spataro, vicino all’amministrazione comunale, alla stampa non nega che qualcuno abbia fatto la singolare richiesta ma minimizza: “Nessuna pregiudiziale ideologica ma solo una esigenza organizzativa interna”.

Su quale base avvenga l’organizzazione interna Spataro non lo spiega. Fatto è che La Fattoria oggi risulta affiliato all’Arci e che al suo interno sono presenti le associazioni Emergency, Le Barbe della Gioconda, Athletics Bologna, Virgola e Movimento difesa del cittadino. Le Acli sono già state rimosse a tutti gli effetti.

“Questa motivazione – osserva il Presidente provinciale delle Acli Filippo Diaco – ci ha definitivamente fatto capire che si tratta di una presa di posizione ideologica“.

“Abbiamo partecipato ai laboratori del Comune di Bologna, ai Piani di zona del Quartiere San Donato San Vitale, svolto attività di alto impatto sociale grazie ai volontari del Circolo – prosegue Diaco – eppure siamo stati cacciati fuori da uno spazio che non è privato, ma dato in comodato d’uso gratuito dal Comune di Bologna, con cui esiste una convenzione scritta”.

“Fino al 2008 – racconta Sergio Cocci, Presidente del Circolo Acli “Dossetti” – i soci del Circolo erano, a tutti gli effetti, soci de La Fattoria: avevano diritto al voto e ad essere eletti negli organi direttivi. Una settimana prima delle elezioni del nuovo Consiglio, però, è cominciato un percorso di espulsione. I soci Acli hanno perso il diritto al voto e alla candidatura”.

Le Acli di Bologna hanno convocato un Consiglio provinciale d’urgenza, che ha deliberato all’unanimità di rendere pubblico quanto avvenuto.

A difesa delle Acli è intervenuto il Presidente del Comitato di quartiere San Donato: “Estromettere da quegli spazi le Acli – ha detto Simone Borsari – sarebbe un fatto molto grave”.